Via Prato S.Irene 88022 – Acconia di Curinga (Cz)
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Escursioni 2015
ESCURSIONE13
Escursioni 2015

PIZZO CALABRO
TARTUFO DI PIZZO
Il tartufo di Pizzo è un prodotto oramai tipico della pasticceria calabrese. Si tratta di un gelato alla nocciola che viene modellato, rigorosamente nel palmo della mano, a forma di semisfera con un cuore di cioccolato fondente fuso e ricoperto da un spolverata di cacao amaro in polvere e zucchero.

CASTELLO MURAT
La costruzione del castello di Pizzo Calabro è legata agli eventi storici del periodo aragonese della Calabria. Venne infatti edificato nel XV secolo per volere del re Ferdinando d’Aragona, giunto in Calabria per sedare la sanguinosa congiura dei baroni, ordita contro di lui da alcuni feudatari locali, come Carlo Sanseverino, conte di Mileto e feudatario di Pizzo. L’antico castello, completato nel 1492, conserva ancora oggi i suoi volumi compatti, costituiti da un massiccio corpo quadrangolare affiancato da due torri a tronco conico che danno verso l’abitato. La sua parte trapezoidale è invece a picco sul mare anche se la muratura appare un po degradata ed intaccata dalla vegetazione. All’esterno è decorato da un redondone in pietra che divide la base scarpata dalla parte superiore. Il portone d’ingresso del castello è fornito di ponte levatoio e sul portale c’è una lapide a memoria di Gioacchino Murat, che qui venne fucilato nel 1815.

PIEDIGROTTA
Qualcuno l’ha definita la massima espressione dell’arte religiosa popolare del Sud Italia. Certo è, che è visitatissima; più di qualunque altro Museo o Chiesa della Calabria. Lo provano i biglietti che i visitatori devono pagare se la vogliono visitare. E’ interamente scavata nelle rocce tufacee che si spingono fin sulla riva del mare in una località detta La Madonnella a circa un Km. a Nord di Pizzo, lungo la strada costiera che collega Pizzo al raccordo autostradale dell’Autostrada Salerno – Reggio Calabria. Gli interni sono tutti di tufo, sia le pareti che il pavimento. Anche i gruppi scultorei che l’arredano sono stati scolpiti direttamente sul tufo. La visita migliore è quella fatta nelle ore pomeridiane prima del tramonto in pieno Agosto. La Chiesa è esposta a Ponente. Solo nelle ore pomeridiane i raggi del sole penetrano nelle profondità delle Grotte facendo esplodere i colori dei sali minerali che ricoprono le pareti tufacee e di una particolarissima vegetazione che cresce nelle zone più umide delle grotte. E’ una esperienza unica, assolutamente indimenticabile. Si consiglia di attrezzarsi di macchina fotografica e o di cinepresa. Per evitare sorprese è bene imboccare la scalinata di accesso solo dopo essersi provveduti dei biglietti d’ingresso.
CURINGA / ACCONIA
Curinga sorge su di una collina circondata dagli ulivi argentei al batter dei raggi del sole, in una posizione panoramica straordinaria che domina tutta la Piana di Lamezia Terme, e come da una finestra, posta sul Golfo di Santa Eufemia, si può scorgere guardando verso il mare lo Stromboli e la Sicilia.L’origine di Curinga è da rintracciare in epoche antiche, i ritrovamenti sul luogo testimoniano la presenza di insediamenti umani fin dal periodo Neolitico. Durante il periodo della Magna Grecia Curinga era denominata Lacconia (l’attuale Acconia).
La frazione di Acconia, di origine ancora più antica del centro stesso di Curinga, conserva i resti importanti dell’epoca Romana, costituiti da un importante complesso termale, detto anche “tempio di Castore e Polluce”, l’unico, in tutta la Calabria, che si conserva fino quasi all’altezza della copertura.
Il rinvenimento di una moneta di bronzo Diocleziana ha consentito di stabilire il periodo di appartenenza dello stabilimento, facente parte di una grande villa monumentale della fine del III-IV sec A.C., identificata da alcuni studiosi con la statio di Annicia,luogo dove si pensa che passasse la Via Popilia che da Roma portava a Reggio Calabria.
TERME ROMANE
Le terme romane di Acconcia si presentano in un ottimo stato di conservazione, è visibile il calidarium, la zona dedicata al bagno caldo, e il frigidarium, la zona dedicata ai bagni freddi, a pianta rettangolare, con abside, che costituisce il più antico segno della presenza della Cultura Cristiana nella Piana Lametina.
TORRE MEZZA PRAIA
Fa parte del comune di Curinga la spiaggia di Torre Mezzapraia. Il luogo prende il nome da una torre circolare del XV secolo che, sicuramente, faceva parte di un antico sistema difensivo. Tra la Marina di Curinga e questa località c’è una zona umida di grande interesse naturalistico, classificata come bellezza naturale: è lo stagno di “Ruaddu”, caratterizzato dagli elementi tipici della macchia mediterranea.

SANT’ELIA “VECCHIO
Il monastero Basiliano, la cui data di fondazione è incerta, è posto su un poggio dominante il paese ed il mare: diventò eremo prima dell’arrivo dei padri Carmelitani ed è costituito dai resti della chiesa e dai ruderi che indicano locali necessari alla vita dei frati; tutta la costruzione è in pietra.

IL PLATANO DI “VRISI”.
Soprannominato il “gigante” di Curinga, l’enorme Platano presenta il tronco cavo all’interno del quale possono entrare comodamente più di dieci persone; si tratta di una vera rarità botanica. La leggenda narra che sia stato piantato dagli stessi monaci: la storia è plurisecolare e la sua fortuna è dovuta alla felice esposizione e alla costante presenza di acqua nella zona.

CENTRO STORICO E PALAZZI GENTILIZI
Il centro storico di Curinga si caratterizza per le viuzze strette dove i balconi contrapposti sembra quasi che si tocchino ed è ancora possibile incontrare portali e portoni di un certo pregio e ringhiere in ferro battuto, uscite dalle fucine prestigiose che la cittadina poteva vantare qualche anno fa. Il Palazzo Bevilacqua, oggi di proprietà del Comune, è sicuramente quello più conosciuto: la leggenda vuole che vi abbia dormito Garibaldi la notte del 28 giugno 1860; esso accorpa altre strutture edilizie, già destinate alla filanda e al frantoio. Altri due palazzi, questi privati, si trovano in piazza san Francesco.
CHIESA MATRICE
Curinga, nel suo insieme, presenta ben 9 chiese sparse per l’intero territorio. La chiesa Matrice racchiude tutta la storia del paese, fatta di disagi, paure e rischi: essa risulta colpita da diversi terremoti e versava fino a qualche anno fa in uno stato di abbandono. Solo grazie all’intervento di alcuni sacerdoti, nonché all’aiuto economico e non dei concittadini, la chiesa si presenta oggi nella sua completezza. La festa patronale è il 30 novembre, in occasione della quale la statua di sant’Andrea viene portata in processione per le vie del paese.
CHIESA DELL’IMMACOLATA
Situata nel centro vitale del paese, piazza Immacolata, questa chiesa con le sue continue trasformazioni documenta importanti passaggi della cultura architettonica e della vita culturale e sociale della comunità. L’8 dicembre si festeggia il culto dell’Immacolata Concezione e la statua raffigurante la Vergine viene portata in processione lungo le vie del paese. D’estate, il piazzale antistante la chiesa è luogo di incontro per grandi e piccoli.

SANTUARIO MARIA SS.MA DEL CARMELO
Luogo di incontrastata bellezza, il santuario si erge su un poggio dominante il Golfo e la Piana di Sant’Eufemia, con una terrazza antistante che permette di godere di un incantevole panorama, con giochi di luci e colori. Su questo poggio nel 1705 i Padri Carmelitani fondarono la confraternita del Carmine; nel sottosuolo della chiesa esiste un sepolcreto e si racconta che da questo posto i frati raggiungessero la chiesa Matrice tramite un percorso segreto. Nel 1951, la bolla Papale di Pio XII ha permesso che la chiesa dedicata a Maria SS.ma del Carmelo venisse elevata a Santuario: era stato riconosciuto il miracolo avvenuto il 2 febbraio 1909 quando, durante la messa del mattino, un fulmine dal campanile aveva attraversato l’intera chiesa in lungo e in largo, uscendo poi dal muro lasciando solo un foro. Tutti i presenti sono rimasti illesi, solo spaventati e confusi: questo stato di agitazione si tramutò presto in gratitudine verso la Santa Vergine del Carmelo. La festa solenne si celebra il 16 luglio, con la statua portata in processione lungo tutto il paese.

CHIESA S. GIOVANNI BATTISTA
TROPEA

Tropea mette subito in risalto all’occhio di chi la guarda la sua naturale bellezza caratterizzata dal fatto di essere adagiata su una splendida ed imponente roccia di tufo a picco sul mare e dal suo magnifico panorama marino di cui si può godere dalle stupende terrazze di cui essa dispone. Il centro storico è famoso per le vie, piazze, è tutto li, a portata di mano, pronto a coinvolgerti in un’atmosfera magica, ricca di arte e poesia. E’ dotata di una spiaggia bellissima e di un mare favoloso.

CAPO VATICANO

Questa è una terra abitata da sempre, fin dai tempi dei Bretti, dei Greci e dei Romani; numerosi sono infatti i resti, le testimonianze ed i ritrovamenti archeologici. Molti reperti infatti si trovano nei musei di Vibo Valentia, di Nicotera e di Reggio Calabria. Anticamente il “Capo” era un promontorio sacro conosciuto in tutta la Magna Grecia, poichè qui sacerdoti ed indovini scrutavano il futuro. Qui era il mitico porto Ercole, probabilmente situato nella vallata del torrente Ruffa. A monte della foce esistono, infatti, resti interrati di grosse mura, forse fondamenta di magazzini per merci da trasportare via mare.
NICOTERA
Sita in posizione panoramica, al confine tirrenico con la provincia di Reggio Calabria, le origini di Nicotera risalgono alla decadenza della Greca Medama , quando gli abitanti abbandonarono l’antica sede per rifugiarsi in collina in un sito più alto e salubre ed al riparo dell’incursione Saracena. Il caratteristico abitato della vecchia Nicotera è in leggero pendio, con ampia veduta della piana di Gioia Tauro. Il vecchio centro storico conserva intatto un intreccio di strade su cui si affacciano case e meravigliosi palazzi nobiliari. Nicotera è anche un centro turistico di notevole importanza.
SERRA SAN BRUNO
Serra San Bruno venne edificata vicino alla Certosa di Santo Stefano del Bosco, fondata da S. Bruno nel 1095 al ritorno dal Concilio di Piacenza, oltre il fiume Ancinale per donazione del conte Ruggero d’Altavilla a cui si aggiungeranno successivi lasciti di altri benefattori divenendo nel XVI sec. uno dei maggiori feudi ecclesiastici del meridione. Assumendo la conformazione labirintica medioevale subisce nel XVI e XVII sec. ulteriori sviluppi di tipo barocco con un andamento lineare. Si può dire che il centro abitato di Serra San Bruno sia nato all’ombra del monastero, e per questa presenza si sono sviluppate maestranze di lapicidi, pittori, artisti del legno intagliato e scolpito, fabbri, decoratori e altri artigiani che hanno caratterizzato l’intero comprensorio.

SCILLA
Le origini sono antichissime, confuse tra mitologia, storia, leggenda e poetiche immagini alimentate per millenni dalla suggestività dell’ambiente naturale.
STILO
Le origini di Stilo sono note, anche se il periodo tra il VI e il X secolo è il più oscuro della sua storia. Venne fondata probabilmente sui ricordi dell’antica colonia magnogreca chiamata Kaulon (nei pressi dell’odierna Monasterace Marina), intorno al VII secolo.

GERACE
Sperduto tra le prime alture della Locride, il borgo di Gerace ha un’amima normanna e bizantina. Ed è di una bellezza semplice e “pulita”.La prima cosa che spicca agli occhi quando si arriva a Gerace (uno dei borghi più belli della Calabria) è la sua eleganza. Gerace è una Calabria semplice ed elegante.

REGGIO CALABRIA
La storia di Reggio Calabria inizia oltre due millenni or sono. Il suo nome era un tempo Reghion, dal greco regione (adattamento di un toponimo probabilmente autoctono) e dopo Cuma viene indicata come la più antica colonia greca in Italia meridionale.
LAMEZIA TERME
Lamezia è una delle più giovani città italiane, fu costituita il 4 gennaio 1968 dall’unione amministrativa dei comuni di Nicastro, Sambiase e Sant’Eufemia Lamezia. La città della piana ha una notevole importanza dal punto di vista agricolo, commerciale, industriale e infrastrutturale per la sua posizione centrale in Calabria e il suo territorio pianeggiante. Infatti è sede di un aeroporto internazionale, il più importante della regione, di una stazione ferroviaria, una delle più importanti della Ferrovia Tirrenica Meridionale e di uno svincolo autostradale.

ISOLA CAPO RIZZUTO
LE CASTELLA
Sul territorio sono state rinvenute tracce certe di frequentazioni umane, risalenti a 4.000 anni prima di Cristo. Insediamenti umani si sono alternati nel periodo neolitico, durante l’età del bronzo e del ferro, aiutati dalla favorevole posizione geografica, dal clima e da un ambiente particolarmente propizio alla sopravvivenza. Nell’VIII secolo a.C. i Greci si stanziarono nell’area, fondando diverse colonie.
Ancora oggi il sottosuolo continua a svelare vestigia e reperti della fiorente ed influente civiltà della Magna Grecia, nonché della successiva dominazione romana, come i resti romani di una villa rustica residenziale su Capo Cimiti.i Sulla costa resti d’alcune fortificazioni, testimoniano che le popolazioni locali allestirono un sistema difensivo per opporsi alle scorrerie turche. L’attuale centro abitato di Isola di Capo Rizzuto risale al IX – X secolo. Nel 1500 furono costruite nuove mura, il bastione dell’attuale castello e le due porte: la “Porta di Terra”, a nord, sormontata dalla notissima torretta con l’orologio e lo stemma dei Ricca, considerati l’emblema della città, e la “Porta di Mare”, a sud a fianco del castello, dalla quale s’ammira tutto il promontorio di Capo Rizzuto.
Passata poi nella mani degli Angioini e di diversi feudatari, il paese venne semidistrutto dai Turchi nel 1517.

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